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lunedì 25 luglio 2011

La versione di Barney (Richard J. Lewis, 2010)

Riuscire a ridere e ad ammazzarsi di tristezza contemporaneamente. Nient'altro da aggiungere.

Voto: 7/10

mercoledì 16 febbraio 2011

La ragazza che saltava nel tempo (Mamoru Hosoda, 2006)

Questa è una delle mie ultime visioni. Lungometraggio che ho adorato. E che sarebbe stato PERFETTO, se solo alcuni dettagli nella storia fossero stati più curati ed esposti in modo diverso, cosa che mi è dispiaciuta profondamente, in quanto l'inizio del film sembrava davvero promettente.
Il tempo è il dilemma costante della vita di un essere umano. L'idea di poter tornare indietro e cambiare le cose sfiora sempre il mio cervello, trovare un nuovo e diverso finale, rendersi conto che un'istante determina il corso di una vita intera.
Fare un salto nel tempo, resettare e ricominciare, come fa Makoto, è sempre stato il mio sogno. La sua storia è raccontata con semplicità e con una dose formidabile di romanticismo. In fondo per ogni singolo e unico istante che cambi, cambia il mondo che hai attorno e i tuoi rapporti con gli altri...

voto 7,5/10

lunedì 31 gennaio 2011

Two lover (James Gray, 2008)

Two lover (James Gray, 2008)

Cosa accade quando due persone, una totalmente diversa dall’altra, entrano per caso nella tua vita? Chi delle due dovrà scegliere il tuo cuore? La passione per una bella, seducente, quanto problematica vicina di casa, che si infila volutamente nella tua vita e ti sfugge allo stesso modo? O la dolcezza, la devozione, la semplicità della figlia di amici?

L’argomento è trattato con molta meticolosità. Le riprese e la fotografia parlano da sé. E sebbene la trama sia più che conosciuta, il film non risulta monotono. Molto sentito anche il tema della famiglia e della religione, che fa da sfondo alle due storie d’amore.

Le interpretazioni di Gwined Paltrow, di Vinessa Shaw e in particolar modo di Joaquin Phoenix sono più che soddisfacenti. Un po’ dubbia, certo, risulta la parte che quest'ultimo interpreta: a tratti un uomo un po' superficiale ed eccessivamente condizionato dai genitori, nonostante l’età.

Tuttavia per dare un giudizio più concreto dovrei riservarmi di vedere la pellicola in lingua originale.


Voto: 7/10


domenica 30 gennaio 2011

Almost Famous - Quasi Famosi (Cameron Crowe, 2000)

[Premetto di non aver visto la più recente versione del film, revisionata e integrata con 40 min. di parti mancanti, che prende il nome di 'Untitled', da un album dei Led Zeppelin]

Almost Famous - Quasi Famosi (Cameron Crowe, 2000)

Il Film è stato tutto sommato una gradita visione, anche se, personalmente, non apprezzo mai questi tentativi di riesumare il contesto rock e libertino degli anni '70.
L'idea dell'autore di mettere in scena una forma di autobiografia, riportando alla luce avvenimenti realmente successi nella sua adolescenza, come gioranlista del Rolling Stone, la trovo di fatti riuscita.
Mi piace molto l'interpretazione di Patrick Fugit e di Billy Cudrup, un po' meno quella di Kate Hudson, ma altrettanto valida.


Voto 6,5/10

giovedì 25 giugno 2009

Ultimatum alla terra (Robert Wise, 1951)


Ultimatum alla terra (Robert Wise, 1951)

Prima ancora che gli alieni invadessero la terra con le loro navi superteconologiche negli ultimi due decenni, poco dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, una nave spaziale non identificata atterra su un parco di Washington, mandando in crisi l'intera nazione americana.
L'uomo "astrale" ha lo stesso aspetto di un terrestre, ma la sua razza è andata molto più avanti della nostra: la medicina, la tecnologia e persino i rapporti fra individui sono assolutamente più evoluti!
Ma che cosa vorrà mai quest'uomo astrale, non ben accolto dalle autorità americane? E' perché desidera tanto parlare a tutti i rappresentati delle nazioni del nostro mondo riuniti insieme (impresa che sembra infattibile vista la tensione fra gli Stati)?
E' un invito a riflettere su un mondo diverso, dove gli esseri umani non usano l'energia nucleare per distruggersi a vicenda... se l'uomo continuerà per questa strada, la terra potrebbe essere realmente in pericolo!
Un film di fantascienza senza quegli effetti speciali che a i nostri tempi sono un "must", un film che oggi farebbe forse ridere i più schizzinosi. Ma per chi (come me!) ama la semplicità del cinema di allora, il film è una piacevole visione e, soprattutto, uscito a distanza di due anni dalla seconda Guerra Mondiale, è un messaggio di pace per l'umanità.

Voto: 7/10

mercoledì 24 giugno 2009

Oliver Twist (Roman Polanski, 2005)

Oliver Twist (Roman Polanski, 2005)

Tratto da uno dei romanzi più celebri di Dickens, Roman Polanski porta sullo schermo le avventure dell'orfanello Oliver Twist, seppure con qualche omissione e riadattamento della trama.
Ambientato in una ferrea società inglese dell'800, un ragazzino di appena 9 anni, senza famiglia e senza soldi, si trova ad affrontare diversi personaggi e situazioni estreme. Dai severi e brutali metodi dell'orfanotrofio, Oliver conoscerà la cattiveria dei commercianti che lo prendono per garzone, e dalla mala vita londinese di cui entrerà ingenuamente a far parte, incontrerà, infine, il ricco borghese dai sani valori che desidera aiutarlo.
Se da un lato emerge una critica alla società di quel tempo, lontano dall'idea di uno stato sociale che presta assistenza e cura ai più bisognosi, dall'altro vi è un evidente contrapposizione di classe, che esalta la figura di un borghese gentiluomo, ricco e acculturato, incarnazione dei giusti valori inglesi, in antitesi con il popolo cui la famiglia e in particolar modo i figli, come braccia-lavoro, sono l'unico bene, un popolo che non ha istruzione e va quindi educato.
Bellissima la scenografia di Polanski, i ghetti e gli angoli bui, i mercati londinesi e persino il ponte nebbioso con tutta la sua spettralità. Ottima l'interpretazione di Oliver Twist (Barney Clark), dei furfantelli londinesi e del malvagio Fagin, interpretato da Ben Kingsley.
Per gli amanti del romanzo di Dickens, il drammatico film di Polanski è un'imperdibile visione, per chi invece non ama la letteratura inglese, che propugna i valori borghesi dell'800, il film può risultare un po' monotono e noioso.
In qualunque caso, almeno una visione è meritata per l'ottimo lavoro di regia e scenografia.

Voto finale: 7,5/10



sabato 20 giugno 2009

Les amants réguliers (P. Garrel, 2005)

Les amants réguliers (P. Garrel, 2005)

E' difficile girare un film sul '68 francese senza cadere negli stereotipi fin troppo conosciuti delle contestazioni violente, la droga e il sesso libero... ecco perchè ho sempre un po' di pregiudizi quando si tratta di raccontare la storia di un'epoca ormai lontana, ma sempre molto discussa.
Ho comunque apprezzato lo sforzo di Garrel, la spontaneità dei suoi personaggi e la sua ripresa "morbida", come se si trattasse di una videocamera dimenticata per caso in una stanza a riprendere per errore le vite di un gruppo di ragazzi, artisti, contestatari, spiriti liberi del '68.

Paragonato ad altri film con il medesimo tema ed inevitabilmente a The Dreamers di Bertolucci, che vede come protagonista lo stesso attore, Louis Garrel (figlio di Philippe), Les amants Réguliers sembra entrare più a fondo nella vita dei personaggi, mostrandoci, non solo la loro eccentrictà e la voglia di disobbedire alla regole della società, ma anche i loro più intimi sentimenti e le loro paure.
Al centro dell'attenzione c'è l'incontro fra François e Lilie, rispettivamente un poeta e una scultrice. Rinchiusi in un mondo tutto loro, questa storia d'amore è un'ode alla passione senza limiti, che sfugge agli stereotipi della società, ma anche al fascino della sofferenza e al tormento dell'anima.
Louis Garrel (François) è probabilmente l'attore più adatto nei panni del giovane francese dall'animo sensibile e poetico, anticonformista e passionale.
Notevole anche l'interpretazione della bella Clotilde Hesme (Lilie).

Philippe Garrel ha scelto il bianco&nero per il suo film, per rimarcare la distanza fra la nostra epoca e il '68 ormai lontano. La durata è di quasi tre ore... il regista voleva evidentemente dare un'immagine dettagliata di quegli anni, scavando nei particolari e dilungandosi nei dettagli, ma il film risulta a mio parere troppo lungo e di conseguenza pesante e un po' noioso.
Probabilmente un lavoro più compatto, che raccoglieva in sé solo le parti più esaurienti del film, avrebbe giovato all'intera pellicola.

Voto finale: 7,5/10

giovedì 18 giugno 2009

Una vita esagerata (Danny Boyle, 1997)

Una vita esagerata (Danny Boyle, 1997)

Rispetto ad altri lavori di Danny Boyle (Traninspotting, 28 giorni dopo, The millionaire), "Una vita esagerata" non eccelle in modo particolare. Tuttavia, in questa trama apparentemente banale, troviamo ancora lo stile originale e il tocco di classe di Boyle.
Il destino di un uomo e di una donna, si incrocia con quello di due angeli, mandati direttamente dall'arcangelo Gabriele sulla terra, con una missione speciale da compiere, pena la loro esclusione dal paradiso, e disposti a tutto, ma proprio a tutto, pur di concludere l'incarico.
Due vite che si incontrano, quella del giovane Robert, disilluso dalla vita, con pochi soldi in tasca e tanti sogni nel cassetto e quella di Celine, affascinante figlia di un ricco uomo d'affari, che fino a poco prima del loro incontro era il datore di lavoro di Robert.
Una serie di inaspettati eventi che si susseguono a catena, con un unico grande fine: che l'amore predestinato trionfi!
Ottimo il cast, dove brilla un bravissimo Ewan McGregor e un'eccentrica Cameron Diaz.

Voto: 7/10

venerdì 12 giugno 2009

Appaloosa (Ed Harris, 2008)

Non mi piacciono i western. Ma Appaloosa (Ed Harris, 2008) non mi è poi dispiaciuto...
Sarà per via della coppia Harris/Mortensen che funziona, o per il legame di amicizia professionale e sincera fra i due protagonisti o per la trama avvincente che riesce a tenere incollati allo schermo...
Viggo Mortensen, Aragorn nel Signore degli anelli, è decisamente invecchiato e perde buona parte del suo fascino, tanto che è difficile riconoscerlo nei panni del silenzioso vicesceriffo Everett Hitch.
Buona interpretazione per Ed Harris, un po' meno per la Zellweger che forse è più a suo agio nei panni di una Bridget Jones, in ogni caso il suo personaggio è un po' secco e irritante.

Voto finale: 6,5/10