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lunedì 25 luglio 2011

La versione di Barney (Richard J. Lewis, 2010)

Riuscire a ridere e ad ammazzarsi di tristezza contemporaneamente. Nient'altro da aggiungere.

Voto: 7/10

martedì 3 maggio 2011

Harlod e Maude (Hal Ashby, 1971)

Credo di poter dire che è uno dei migliori film che inneggiano alla vita, in tutta la pienezza e la sua brevità.
Un film di classe, comico, triste, divertente, commovente. Uno di quelli che finita la pellicola ti lascia così... intento a riflettere su cosa è la vita e come deve essere vissuta.

voto 8/10



sabato 23 aprile 2011

C.R.A.Z.Y. (Jean-Marc Vallée, 2005)

Bello ed estremamente toccante...
(E mi sono anche innamorata del protagonista!)



Voto: 8/10

giovedì 17 marzo 2011

Il cigno nero (Darren Aronofsky, 2011)


E così lo scorso mese è tornato al cinema Aronofsky.
Vorrei dire che Black Swan mi è piaciuto quanto Requiem for a dream e The Fountain, ma non posso....
In ogni caso è un bel film, ben fatto e ben strutturato, angosciante quanto basta per farmi adorare Aronofsky e le sue riprese. Ho trovato un po' ridondante e piatta la seconda metà del film, ma il finale è eccezionale, e poi è emozionante vedere ballare il lago dei cigni e inscenare un dramma interiore sulle sue note.

PS Ho capito che Nathalie Portman è la mia attrice preferita.. sono contenta che si sia portata a casa un oscar!

voto: 8/10





domenica 20 febbraio 2011

Mr. Nobody (Jaco Van Dormael, 2009)

Uno dei film più belli usciti in questi ultimi anni, senza niente da obiettare.
Anche stavolta il tema centrale è il tempo e le sue infinite possibilità. Cosa accadrebbe se. Come un singolo istante, una scelta anziché un'altra, determina il corso di una vita umana...
Un riflessione costante sull'esistenza. Fantascienza e sentimento si intrecciano lungo il corso della storia, che ipnotizza lo spettatore per quasi due ore e mezza.
Fra tutte spicca l'interpretazione di Jared Leto (Nemo Nobody), la cui bellezza, per altro, non resta inosservata *__*

Voto 9/10

mercoledì 16 febbraio 2011

La ragazza che saltava nel tempo (Mamoru Hosoda, 2006)

Questa è una delle mie ultime visioni. Lungometraggio che ho adorato. E che sarebbe stato PERFETTO, se solo alcuni dettagli nella storia fossero stati più curati ed esposti in modo diverso, cosa che mi è dispiaciuta profondamente, in quanto l'inizio del film sembrava davvero promettente.
Il tempo è il dilemma costante della vita di un essere umano. L'idea di poter tornare indietro e cambiare le cose sfiora sempre il mio cervello, trovare un nuovo e diverso finale, rendersi conto che un'istante determina il corso di una vita intera.
Fare un salto nel tempo, resettare e ricominciare, come fa Makoto, è sempre stato il mio sogno. La sua storia è raccontata con semplicità e con una dose formidabile di romanticismo. In fondo per ogni singolo e unico istante che cambi, cambia il mondo che hai attorno e i tuoi rapporti con gli altri...

voto 7,5/10

lunedì 31 gennaio 2011

Two lover (James Gray, 2008)

Two lover (James Gray, 2008)

Cosa accade quando due persone, una totalmente diversa dall’altra, entrano per caso nella tua vita? Chi delle due dovrà scegliere il tuo cuore? La passione per una bella, seducente, quanto problematica vicina di casa, che si infila volutamente nella tua vita e ti sfugge allo stesso modo? O la dolcezza, la devozione, la semplicità della figlia di amici?

L’argomento è trattato con molta meticolosità. Le riprese e la fotografia parlano da sé. E sebbene la trama sia più che conosciuta, il film non risulta monotono. Molto sentito anche il tema della famiglia e della religione, che fa da sfondo alle due storie d’amore.

Le interpretazioni di Gwined Paltrow, di Vinessa Shaw e in particolar modo di Joaquin Phoenix sono più che soddisfacenti. Un po’ dubbia, certo, risulta la parte che quest'ultimo interpreta: a tratti un uomo un po' superficiale ed eccessivamente condizionato dai genitori, nonostante l’età.

Tuttavia per dare un giudizio più concreto dovrei riservarmi di vedere la pellicola in lingua originale.


Voto: 7/10


domenica 30 gennaio 2011

Almost Famous - Quasi Famosi (Cameron Crowe, 2000)

[Premetto di non aver visto la più recente versione del film, revisionata e integrata con 40 min. di parti mancanti, che prende il nome di 'Untitled', da un album dei Led Zeppelin]

Almost Famous - Quasi Famosi (Cameron Crowe, 2000)

Il Film è stato tutto sommato una gradita visione, anche se, personalmente, non apprezzo mai questi tentativi di riesumare il contesto rock e libertino degli anni '70.
L'idea dell'autore di mettere in scena una forma di autobiografia, riportando alla luce avvenimenti realmente successi nella sua adolescenza, come gioranlista del Rolling Stone, la trovo di fatti riuscita.
Mi piace molto l'interpretazione di Patrick Fugit e di Billy Cudrup, un po' meno quella di Kate Hudson, ma altrettanto valida.


Voto 6,5/10

mercoledì 8 luglio 2009

Sunshine (Danny Boyle, 2007)

[Premetto di aver perso alcune scene del film, quindi la mia recensione non è da ritenere valida, se mai le altre si possono ritenere valide ^___^, in ogni caso eccola:]

Sunshine (Danny Boyle, 2007)

Trama interessante per Danny Boyle, ma non sviluppata a dovere.
Il nostro sole, in un futuro prossimo, è in agonia e sta per spegnersi. Che ne sarà della terra? A questo proposito un gruppo di esperti: scienziati, medici, fisici... sono chiamati a compiere una missione speciale per salvare la terra a bordo della nave spaziale ICARUS 2. Il loro compito è lanciare una bomba direttamente dentro al sole, così che da una stella si generi un'altra stella e la vita nella terra possa essere salvata.
Ma la missione è più insolita che mai: la ICARUS 2 rileva una richiesta di aiuto dalla nave sorella ICARUS 1, lanciata prima di lei nello spazio per compiere la stessa missione, e che tutti credevano perduta ancor prima di riuscire nell'intento...

Se la prima parte del film può risultare in qualche modo intrigante, la seconda parte diventa troppo veloce e confusa, troppe azioni che si susseguono, perdendo quasi il filo.
Gli attori sono bravini, ma nessuno mi ha particolarmente affascinato (vien da chiedersi soprattutto perchè, a parte gli orientali, gli esperti sono così giovani e carini..).
Concludendo, 'Sunshine' non mi ha particolarmente convinta e mi ha lasciata una certa insoddisfazione a fine visione.

Voto: 5/10

lunedì 29 giugno 2009

Gattaca (Andrew Niccol, 1997)


Gattaca (Andrew Niccol, 1997)

Trama interessantissima, ambientata in un futuro prossimo dove la Scienza vince il Caso e la vita di ogni essere umano è già scritta nel DNA ancor prima che venga al mondo. Le nascite controllate equivalgono a una selezione delle caratteristiche migliori della specie, gli individui geneticamente programmati per essere perfetti sono i "Validi", che si differenziano dai comuni nascituri, affidati al Caso, i "Non-Validi". Questi ultimi sono inevitabilmente discriminati, ed è per loro impossibile accedere ai gradini più alti della società.
Vincent Freeman ( Ethan Hawke) è un "Non Valido" e, nonostante tutti i suoi sforzi, ciò a cui può aspirare è essere un uomo delle pulizie. Ma Vincent non si rassegna ed è disposto a tutto pur di coronare il sogno di andare nello spazio...
Una riflessione continua sulla validità dei progressi scientifici, sulle discriminazioni e sul destino degli esseri umani che non potrà mai essere del tutto conosciuto..
Film girato bene, senza troppi effetti speciali pur essendo ambientato in un futuro fantascientifico. Ottima l'interpretazione di Ethan Hawke, Jude Law e Uma Thurman.

Voto: 8/10

sabato 27 giugno 2009

Coraline e la porta magica (Henry Selick, 2009)

Coraline e la porta magica (Henry Selick, 2009)

Un'uscita "fresca, fresca" nelle sale. Un fantasioso e al contempo oscuro racconto del celebre Neil Gaiman (già conosciuto per il romanzo/film "Sturdust" e la collana di fumetti "Sandman"), portato sullo schermo da Henry Selick, regista del famosissimo "A night before Christmas" (prodotto da Tim Burton). Un'accoppiata straordinaria che da vita a uno dei film più belli dell'annata.
Uno sperduto villaggio di montagna, abitato da personaggi alquanto bizzarri. Una casa spettrale e una bambina molto molto curiosa e anche un po' ficcanaso, due genitori occupatissimi e una porta piccina che si apre nel cuore della notte.. le avventure di Coraline iniziano così!
Un mondo paralello pieno di meraviglie, con un'altra-mamma e un altro-papà che la riempiono di attenzioni e regali: sembrerebbe davvero il massimo per una bambina... ma tutto non è come sembra e Coraline potrebbe voler tornare indietro, dalla sua vera mamma e dal suo vero papà!
Un intreccio accattivante che ricorda "Alice nel paese delle meraviglie" di Carroll e "La città incantata" di Miyazaki. Sebbene "Coraline e la porta magica" non riesca ad eguagliare il successo del '93 di "A night before christmas", il lavoro di Selick resta comunque sorprendente e riesce a catturare lo sguardo di bambini e adulti. Ancora più gradevole, poi, se visto in 3D.

Voto: 8,5/10 (Ricordiamoci che la storia è pur sempre del grande Neil)


giovedì 25 giugno 2009

Ultimatum alla terra (Robert Wise, 1951)


Ultimatum alla terra (Robert Wise, 1951)

Prima ancora che gli alieni invadessero la terra con le loro navi superteconologiche negli ultimi due decenni, poco dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, una nave spaziale non identificata atterra su un parco di Washington, mandando in crisi l'intera nazione americana.
L'uomo "astrale" ha lo stesso aspetto di un terrestre, ma la sua razza è andata molto più avanti della nostra: la medicina, la tecnologia e persino i rapporti fra individui sono assolutamente più evoluti!
Ma che cosa vorrà mai quest'uomo astrale, non ben accolto dalle autorità americane? E' perché desidera tanto parlare a tutti i rappresentati delle nazioni del nostro mondo riuniti insieme (impresa che sembra infattibile vista la tensione fra gli Stati)?
E' un invito a riflettere su un mondo diverso, dove gli esseri umani non usano l'energia nucleare per distruggersi a vicenda... se l'uomo continuerà per questa strada, la terra potrebbe essere realmente in pericolo!
Un film di fantascienza senza quegli effetti speciali che a i nostri tempi sono un "must", un film che oggi farebbe forse ridere i più schizzinosi. Ma per chi (come me!) ama la semplicità del cinema di allora, il film è una piacevole visione e, soprattutto, uscito a distanza di due anni dalla seconda Guerra Mondiale, è un messaggio di pace per l'umanità.

Voto: 7/10

mercoledì 24 giugno 2009

Oliver Twist (Roman Polanski, 2005)

Oliver Twist (Roman Polanski, 2005)

Tratto da uno dei romanzi più celebri di Dickens, Roman Polanski porta sullo schermo le avventure dell'orfanello Oliver Twist, seppure con qualche omissione e riadattamento della trama.
Ambientato in una ferrea società inglese dell'800, un ragazzino di appena 9 anni, senza famiglia e senza soldi, si trova ad affrontare diversi personaggi e situazioni estreme. Dai severi e brutali metodi dell'orfanotrofio, Oliver conoscerà la cattiveria dei commercianti che lo prendono per garzone, e dalla mala vita londinese di cui entrerà ingenuamente a far parte, incontrerà, infine, il ricco borghese dai sani valori che desidera aiutarlo.
Se da un lato emerge una critica alla società di quel tempo, lontano dall'idea di uno stato sociale che presta assistenza e cura ai più bisognosi, dall'altro vi è un evidente contrapposizione di classe, che esalta la figura di un borghese gentiluomo, ricco e acculturato, incarnazione dei giusti valori inglesi, in antitesi con il popolo cui la famiglia e in particolar modo i figli, come braccia-lavoro, sono l'unico bene, un popolo che non ha istruzione e va quindi educato.
Bellissima la scenografia di Polanski, i ghetti e gli angoli bui, i mercati londinesi e persino il ponte nebbioso con tutta la sua spettralità. Ottima l'interpretazione di Oliver Twist (Barney Clark), dei furfantelli londinesi e del malvagio Fagin, interpretato da Ben Kingsley.
Per gli amanti del romanzo di Dickens, il drammatico film di Polanski è un'imperdibile visione, per chi invece non ama la letteratura inglese, che propugna i valori borghesi dell'800, il film può risultare un po' monotono e noioso.
In qualunque caso, almeno una visione è meritata per l'ottimo lavoro di regia e scenografia.

Voto finale: 7,5/10



sabato 20 giugno 2009

Les amants réguliers (P. Garrel, 2005)

Les amants réguliers (P. Garrel, 2005)

E' difficile girare un film sul '68 francese senza cadere negli stereotipi fin troppo conosciuti delle contestazioni violente, la droga e il sesso libero... ecco perchè ho sempre un po' di pregiudizi quando si tratta di raccontare la storia di un'epoca ormai lontana, ma sempre molto discussa.
Ho comunque apprezzato lo sforzo di Garrel, la spontaneità dei suoi personaggi e la sua ripresa "morbida", come se si trattasse di una videocamera dimenticata per caso in una stanza a riprendere per errore le vite di un gruppo di ragazzi, artisti, contestatari, spiriti liberi del '68.

Paragonato ad altri film con il medesimo tema ed inevitabilmente a The Dreamers di Bertolucci, che vede come protagonista lo stesso attore, Louis Garrel (figlio di Philippe), Les amants Réguliers sembra entrare più a fondo nella vita dei personaggi, mostrandoci, non solo la loro eccentrictà e la voglia di disobbedire alla regole della società, ma anche i loro più intimi sentimenti e le loro paure.
Al centro dell'attenzione c'è l'incontro fra François e Lilie, rispettivamente un poeta e una scultrice. Rinchiusi in un mondo tutto loro, questa storia d'amore è un'ode alla passione senza limiti, che sfugge agli stereotipi della società, ma anche al fascino della sofferenza e al tormento dell'anima.
Louis Garrel (François) è probabilmente l'attore più adatto nei panni del giovane francese dall'animo sensibile e poetico, anticonformista e passionale.
Notevole anche l'interpretazione della bella Clotilde Hesme (Lilie).

Philippe Garrel ha scelto il bianco&nero per il suo film, per rimarcare la distanza fra la nostra epoca e il '68 ormai lontano. La durata è di quasi tre ore... il regista voleva evidentemente dare un'immagine dettagliata di quegli anni, scavando nei particolari e dilungandosi nei dettagli, ma il film risulta a mio parere troppo lungo e di conseguenza pesante e un po' noioso.
Probabilmente un lavoro più compatto, che raccoglieva in sé solo le parti più esaurienti del film, avrebbe giovato all'intera pellicola.

Voto finale: 7,5/10

giovedì 18 giugno 2009

Una vita esagerata (Danny Boyle, 1997)

Una vita esagerata (Danny Boyle, 1997)

Rispetto ad altri lavori di Danny Boyle (Traninspotting, 28 giorni dopo, The millionaire), "Una vita esagerata" non eccelle in modo particolare. Tuttavia, in questa trama apparentemente banale, troviamo ancora lo stile originale e il tocco di classe di Boyle.
Il destino di un uomo e di una donna, si incrocia con quello di due angeli, mandati direttamente dall'arcangelo Gabriele sulla terra, con una missione speciale da compiere, pena la loro esclusione dal paradiso, e disposti a tutto, ma proprio a tutto, pur di concludere l'incarico.
Due vite che si incontrano, quella del giovane Robert, disilluso dalla vita, con pochi soldi in tasca e tanti sogni nel cassetto e quella di Celine, affascinante figlia di un ricco uomo d'affari, che fino a poco prima del loro incontro era il datore di lavoro di Robert.
Una serie di inaspettati eventi che si susseguono a catena, con un unico grande fine: che l'amore predestinato trionfi!
Ottimo il cast, dove brilla un bravissimo Ewan McGregor e un'eccentrica Cameron Diaz.

Voto: 7/10

martedì 16 giugno 2009

Kin Dza Dza (Georgi Daneliya, 1986).

Kin Dza Dza (Georgi Daneliya, 1986).

Essere teletrasportati inaspettatamente su un altro pianeta può essere un'avventura molto molto avvincente, ma anche una grossa seccatura...
Su Kin Dza Dza vigono folli gerarchie, i patsak sono costretti a stare in gabbia di fronte ai chatlaniani, i fiammiferi sono merce pregiata, usati per deliberare chi deve inchinarsi di fronte a un altro...
In una società tecnologicamente più avanzata, dove si comunica prevalentemente per telepatia, ma con un sistema politico (?) decisamente barbarico, si confronteranno i due personaggi russi, incappati per errore nel pianeta.
Alla ricerca disperata di un "gravistapa" per poter tornare a casa, i due terrestri avranno modo di conoscere le dinamiche sociali di Kin dza dza e di mettersi costantemente alla prova, mostrando le loro abilità nel dialogare con gli "stranieri", nello scambio di merci, nella persuasione.. finendo col mettere a dura prova anche gli stessi sentimenti umani di amicizia e fratellanza, che non sembrano essere contemplati in quell'altro mondo.
Un imperdibile capolavoro, il ritratto cinico di una società apparentemente all'avanguardia, dove non c'è posto per l'uguaglianza e la fratellanza, un'estremizzazione del razzismo e del classismo, che è probabilmente una chiara e provocante allusione alla nostra odierna civiltà.
Il tutto visto dagli occhi di due tipici abitanti dell'ex Unione Sovietica, con il loro modo di vivere e le loro abitudini.
Un meritato 10 agli attori e alla scenografia.

Voto: 10/10


venerdì 12 giugno 2009

E' già ieri (Giulio Manfredonia, 2004)


Se volete vedere un film leggero, italiano, divertente, senza troppe pretese per essere un remake, con un attore simpatico come Antonio Albanese, allora "E' già ieri" (Giulio Manfredonia, 2004) è un film che può fare per voi.
La trama è praticamente identica a "Ricomincio da capo" di Harold Ramis, con un bravissimo Bill Murray e un'affascinante Andie MacDowell.
Il film di Manfredonia non aggiunge nessun tocco di classe, se non risate all'italiana e un cast meno professionale e più rilassato.
La visione è piacevole solo se si ha voglia di una commedia easy, che lascia comunque le porte aperte a riflessioni etiche, sulla vita e sulla morte. Una nota positiva va infine alla splendida ed estiva località (?), che ha fatto da ambientazione al film e alle bellissime cicogne, co-protagoniste della commedia.

Voto: 5 /10
EDIT: mmm, ripensandoci..se ho dato 5 a sunshine forse questo merita un 4!

Appaloosa (Ed Harris, 2008)

Non mi piacciono i western. Ma Appaloosa (Ed Harris, 2008) non mi è poi dispiaciuto...
Sarà per via della coppia Harris/Mortensen che funziona, o per il legame di amicizia professionale e sincera fra i due protagonisti o per la trama avvincente che riesce a tenere incollati allo schermo...
Viggo Mortensen, Aragorn nel Signore degli anelli, è decisamente invecchiato e perde buona parte del suo fascino, tanto che è difficile riconoscerlo nei panni del silenzioso vicesceriffo Everett Hitch.
Buona interpretazione per Ed Harris, un po' meno per la Zellweger che forse è più a suo agio nei panni di una Bridget Jones, in ogni caso il suo personaggio è un po' secco e irritante.

Voto finale: 6,5/10